Le parole del tecnico granata Roberto D’Aversa nella conferenza stampa prima di Napoli-Torino

Reduce dall’esordio vincente contro la Lazio, Roberto D’Aversa si prepara a sfidare il Napoli nella 28a giornata di Serie A. In seguito le parole del tecnico granata nella conferenza stampa prima della sfida.

La conferenza stampa

Come si fa ad evitare che come spesso accaduto ci sia una altalena di risultati?
“Questo è quello che ho detto alla squadra, la storia di quest’anno dice che dopo vittorie sono arrivati periodi negativi, ho battuto su questo tasto, avendo giocato la sera per poi giocare venerdì c’è poco tempo per esaltarsi, ci siamo buttati sul lavoro rimanendo concentrati”.

Ci saranno novità a livello di formazione?
“Si è fatto in settimana quello che poteva portare vantaggi, chiaro che non si fa mai la stessa cosa perché si ragiona su chi avremo di fronte, il Napoli porta aggressione uomo su uomo e sotto l’aspetto tattico sarà diversa”.

Ha pensato a come schierare l’attacco? Se uno o due giocatori? Se cambiare qualcosa?
“Sono valutazioni che ho fatto già prima della Lazio pensando anche a quanto sarebbe accaduto a gara in corso, si parte con due punte di ruolo ma poi si deve pensare a come cambiare durante la partita. Ci sono tanti aspetti, la condizione fisica per esempio”.

Rientra Ilkhan: un play come lui potrebbe partire dal 1′?
“Può ricoprire quel ruolo in un centrocampo a tre anche se contro la Lazio giocavamo con due centrocampisti con Gineitis che ha fatto da mediano. Non mi soffermerei sui sistemi di gioco, ma il punto è l’occupazione degli spazi. Ilkhan può giocare sia a due che a tre”.

Come cambia l’attacco con Adams, considerato che è più una seconda punta?
“Sulle caratteristiche sì, è una seconda punta, rientra però da un infortunio e dipende dalle sue condizioni. Come ha dimostrato Simeone anche Adams può ricoprire quel ruolo. Per caratteristiche può coprire le tre zone di campo, anche a sinistra a piede invertito. Oggi non ho ancora deciso la formazioni anche se ho delle idee in testa, poi è il campo che determina la formazione”.

Ci racconta il rapporto con Conte? Quanta voglia ha di batterlo?
“Quella c’è sempre, si affrontano due squadre, al di là del mio rapporto con lui. Sono due squadre che portano in campo 11 scudetti”.

Come ha vissuto questa settimana? Un primo bilancio? Che emozioni ha provato?
“In questo momento il mio unico obiettivo è quello di raggiungere l’obiettivo di squadra, non c’è altro nella mia testa in questo momento. Noi dobbiamo essere convinti e a Napoli voglio vedere una prestazione che richiedo ai ragazzi già nel lavoro quotidiano, l’unica cosa a cui sto pensando è la partita che sarà difficile ma sono partite belle da giocare. Emozioni? Sono venuto con l’entusiasmo giusto che non deve scemare in euforia, si rischia di abbassare il livello di attenzione e determinazione, in fondo facciamo un lavoro che ci piace“.

Era a vedere la Primavera: quest’anno nessuno ha ancora esordito, ha visto qualche prospetto interessante?
“Credo che il fatto che nessuno abbia esordito è per il livello della Prima squadra. Allo stesso tempo e allo stesso modo vorrei che i Primavera oltre che a ragionare sull’obiettivo del club ragionassero sul fatto che chi allena la Prima ha fatto sì che tanto giovani esordissero e giocassero in A. Devono avere una motivazione in più, devono sapere che mi piace lavorare con i giovani che con me hanno avuto la bravura di giocare in Prima squadra“.

L’assetto in difesa è quello che dobbiamo aspettarci da qui in poi? Senza Maripan?
“Ogni settimana si fanno delle scelte, con la Lazio le scelte sono cadute su loro tre ma non è detto che col lavoro non possano cambiare le scelte, dipende dalle caratteristiche anche degli avversari. Però tutti si devono sentire considerati, sono tutti considerati da me alla stessa maniera”.

Come cambia con questo assetto il ruolo degli esterni?
“Chiedo partecipazione, quello che bisogna migliorare come ha fatto Lazaro nel secondo tempo quando potevamo andare sul 3-0 è che oltre ad arrivare sul fondo e sul cross bisogna arrivare dalla parte opposta. Nel momento in cui si costruisce bisogna dare una soluzione al compagno, in questo caso al braccetto”.

Cosa può ancora dare Zapata?
“Ha caratteristiche importanti, la migliore è quella di attaccare la profondità quindi dove c’è una squadra che ti viene ad aggredire alta è sfruttabile per attaccare gli spazi. C’è chi le ha queste caratteristiche di natura, Duvan è uno dei migliori, c’è poi chi lo fa per intelligenza calcistica, come Adams e Simeone che pur avendo altre caratteristiche possono fare anche quello”.

Adams può giocare titolare?
“Valutiamo, vediamo come arriva domani, è tornato da un problema al polpaccio per questo con la Lazio ho preferito non rischiarlo perché il problemino che aveva al polpaccio è quello di un muscolo particolare”.

Che risposte ha avuto dallo spogliatoio, in positivo o in negativo?
“Hanno confermato il mio pensiero sul potenziale della squadra, fino a che non li alleni non ti rendi conto delle caratteristiche dei singoli giocatori. Il livello di applicazione c’è stato sin dall’inizio, le situazioni di palla inattiva lo abbiamo provato un giorno solo e dobbiamo migliorarle, lì si deve migliorare. C’è stata la voglia di fare certe cose ma non sono ancora state fatte nel migliore dei modi. Il fatto che si portino in partita le situazioni provate in allenamento è già importante”.

Quanto è importante nella sua idea di difesa a tre che a sinistra giochi un mancino?
“Importante per la costruzione di gioco, nella partita di domenica si è visto, è importante anche in fase difensiva”.

Casadei in una posizione più avanzata può essere un’idea?
“Sì, rappresenta la classica mezzala di inserimento, anche come trequartista, non da giocare a piede invertito ma da sfruttare nel momento in cui va sul cross. Ha già fatto tre gol, ha un potenziale enorme ma poi sta a lui dimostrare di essere un giocatore da 7-8 gol a stagione”.

Roberto D’Aversa, head coach of Torino FC, looks on prior to the Serie A football match between Torino FC and SS Lazio.

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ultimo aggiornamento: 04-03-2026


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eurotoro
eurotoro
2 giorni fa

Io sto col mister massimo sostegno x salvare la cairese e non far retrocedere il Toro…restare in A finché non finisce l’incubo in attesa della liberazione…questo giorno sarà ricordato e celebrato ogni anno tanto quanto il 4 maggio

BeppeToro
BeppeToro
3 giorni fa

Perché, c’è un motivo x esaltatsi? Si, quando il ratto di merd@ krepera’

Max Master
3 giorni fa

Quanto parla… Non ero più abituato

leftwing
leftwing
3 giorni fa
Reply to  Max Master

Sì, ha il dono della parola. E spiega anche con chiarezza gli aspetti tattici! Sono sconvolto.

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